Thailandia - Parte I |
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Non è difficile comprendere perche la Thailandia sia divenuta la meta turistica più popolare del Sudest asiatico. Paese di grande bellezza, essa racchiude in se tutti gli aspetti dell'Asia, cosi come la immagina I'uomo comune: templi dorati, risaie rigogliose, cibi esotici e gente cordiale, ospitale nei confronti del turista. La Thailandia è conosciuta anche come 'terra del sorriso', una terra dal cospicuo bagaglio culturale, fondamento e sostegno della sua società, ricca di tradizioni. Anche 'terra della libertà' è un nome appropriato per questo bellissimo paese di 51 milioni di abitanti. Dovunque si vada, appaiono e scompaiono scene affascinanti: battelli-mercato carichi di frutta che galleggiano su canali (klonos), danzatrici ingioiellate, elefanti bardati, splendidi esemplari di nibbio reale con le ali spiegate e artigiani che eseguono piccoli capolavori in teck e smalto. La Thailandia è circondata da un'aura di sogno, che a volte stimola la nostra curiosità e a volte la placa. Può anche accadere per che chi visita solamente la capitale dissenta da quest'affermazione e non del tutto a torto, quando scopre per esempio che i tesori di Bangkok, tra cui l'incomparabile palazzo reale, sono circondati dal rumore, dall'inquinamento e da un traffico caotico, o che la stessa Bangkok sprofonda, dicono, nel fango. L'aspetto cosmopolita di Bangkok, sede del governo e centro commerciale, non rispecchia per nulla il resto della Thailandia. L'80% dei tailandesi e dedito all'agricoltura: coltivazione del riso o della frutta, allevamento delle anatre e pesca. Per farsi un'idea generale del paese bisogna viaggiare in lungo e in largo, spostandosi dal nord collinoso sino al profondo sud e alle isole lontane, passando attraverso le pianure alluvionali centrali. Queste regioni sono tanto diverse tra loro e da Bangkok come il sapore della zuppa torn yum kung alla quale è stato aggiunto del peperoncino rosso differisce da quello della stessa zuppa che ne è priva. Oggi la Thailandia accoglie più di tre milioni di visitatori all'anno. II turismo crea posti di lavoro a ogni livello e ha soppiantato lo stagno e la gomma quale fonte principale di valuta estera. La richiesta da parte dei turisti ha dato nuovo vigore alle fragili aziende a conduzione familiare: sino a poco tempo fa mestieri tradizionali quali lo yan lipao o la creazione di ceste di felce erano destinati a scomparire. Alcuni, souvenir sono prodotti in serie, ma la maggior parte dei prodotti dell'artigianato tailandese e costituita da vere e proprie opere d'arte, di fattura e gusto raffinati; finezza che troviamo del resto nei modi, negli atteggiamenti dei tailandesi, connaturata in loro così come la loro religione, il buddismo, che ne permea il quotidiano modo di vivere. Terra gentile, 'terra del sorriso', appunto, ma c'e anche il rovescio della medaglia, come dappertutto, e soprattutto nei paesi in via di sviluppo, fatto di miseria e di violenza, a scapito a volte dei turisti in cerca di avventure eccitanti. Si presti perciò attenzione agli avvisi di pericolo locali e, dopo il crepuscolo, è opportuno non viaggiare in zone a rischio quali il Triangolo d’oro o le isole lontane. La storia della Thailandia è caratterizzata dalla sua indipendenza. Mentre i suoi vicini furono successivamente colonizzati dalla France e dalla Gran Bretagna, la Thailandia riuscì a conservare la propria identità. La sua prima vera capitale fu Sukhothai (1238-1358), la seconda fu Ayutthaya (1358 - 1767) e Bangkok ne è la terza. Sukhothai raggiunse il suo apice sotto il re Rama Kham-eng, cui vengono attribuite molte innovazioni. In particolare, egli inventò l’alfabeto tailandese basato su documenti kmer. Da abile statista qual era, allacciò legami culturali ed economici con altri paesi. Gli artigiani cinesi che emigrarono a Sukhothai introdussero parecchie novità e anche la sottile influenza cinese che si avverte nella gastronomia tailandese risale molto probabilmente a quell'epoca. Per 400 anni Ayutthaya, una prosperosa città insulare nota come la 'Baghdad dell'oriente', che i mercanti e i viaggiatori affermavano essere persino più grande di Londra, fu la gloriosa seconda capitale del Siam. Artisti, danzatori e musici stranieri vennero introdotti a corte e arricchirono ulteriormente la cultura tailandese indigena. Successivamente alla distruzione di Ayutthaya venne fondata una terza capitale a Thon Burt, sulla riva occidentale del fiume Chao I successivi reggenti guidarono il paese evitando disordini. Re Mongkut, Rama IV (1851-1868), immortalato nel film hollywoodiano 'll re e io', a ricordato per la diplomazia di cui seppe far uso quando le potenze estere erano attive nel Sudest asiatico. Colto e grande viaggiatore, era stato monaco per 27 anni prima di divenire il capo dello stato. Egli fece scavare canali e costruire strade e fondò inoltre la prima zecca della Thailandia. Imitò il sistema europeo di organizzazione dei servizi governativi e fece restaurare molti tesori nazionali. Suo figlio, il re Chulalongkorn, Rama V (1868-1910), introdusse due radicali cambiamenti nella society, abolendo la schiavitù e la detestabile regola che imponeva ai cittadini comuni di inchinarsi in sua presenza. II giorno del suo compleanno, il 23 ottobre, a festa nazionale. II 24 giugno 1932 un colpo di stato senza spargimento di sangue trasform6 la monarchia assoluta in monarchia costituzionale. La Thailandia ha un sistema parlamentare bicamerale con un senato di 100 seggi e una camera dei rappresentanti scelta per elezione. L'attuale monarca costituzionale a sua maestà il re Bhumibol Adulyadej, Rama IX, nono monarca della dinastia Chakri, salito al trono nel 1946. Egli parla diverse lingue straniere ed è un abile musicista, artista e marinaio. Sua moglie, la regina Sirikit, ha studiato piano classico in Europa ed entrambi i sovrani sono grandi lavoratori e compiono frequenti viaggi all'interno del loro paese E’ compito del re occuparsi della condizione sociale delle tribù montane e del mantenimento delle antiche arti popolari. II 90% dei tailandesi segue la scuola Hinayana del buddismo ortodosso, introdotta nel III sec. a.C. I suoi insegnamenti sostituirono rapidamente le credenze animistiche locali, tuttavia alcuni aspetti dell'animismo e dell'induismo affiorano in molte usanze, quali il tradizionale matrimonio tailandese e la casa degli spiriti; i bra-mini inoltre officiano l'annuale cerimonia reale dell'aratura che si compie a Bangkok. Sebbene per tradizione e per legge il re debba essere buddista, egli accoglie tutte le religioni professate dal suo popolo. I musulmani, appartenenti in maggioranza alla scuola sunnita dell' islamismo, costituiscono la seconda grande comunità religiosa e vivono principalmente nel sud del paese. I cristiani ammontano a circa 300 000 unita. Nella sua forma più semplice, il buddismo invita il credente a questa regola fondamentale di vita: “Agisci nel rispetto degli altri”. A differenza di altre religioni, come il cristianesimo, il buddismo non impone l'adorazione di un dio e la via da seguire per giungere alla 'salvezza' e nella parola — il 'dharma' — del Buddha. La risposta alle domande dell'uomo sul dolore del nascere, del vivere, del morire si trova in quella parola, espressa nelle 'quattro nobili virtù. Come gli altri buddisti, anche i tailandesi credono che la vita su questa terra non sia altro che il capitolo terreno di un ciclo continuo di nascita e morte. E’ possibile migliorare la propria condizione nella successiva reincarnazione compiendo azioni meritevoli ed è estremamente importante accumulare punti. per salire di livello. Par tradizione ogni maschio tailandese the abbia superato i 20 anni deve entrare in un wat per trascorrervi un periodo di almeno tre mesi di studio e meditazione. II Kao Phansa, o quaresima buddista, è il momento più adatto, all’inizio della stagione delle piogge. Si ritiene che Buddha lo considerasse il momento migliore in quanto riduceva il numero di persone che avrebbero potuto potenzialmente calpestare e danneggiare le piantine di riso. Le donne possono salire di livello preparando il cibo per i monaci. Al mattino presto, in tutta la Thailandia, è possibile vederne alcuni occupati nella raccolta delle provviste. Una buona postazione per assistere a quest'abitudine è all’esterno del Tempio di marmo di Bangkok alle ore 7 circa del mattino. Anche l’acquisto di animali prigionieri seguito dalla loro liberazione è considerato un'azione meritevole e all'esterno di molti templi e santuari si possono trovare venditori di uccelli, tartarughe e pesci. I ricchi pagano le danzatrici affinchè si esibiscano attorno al santuario di Erawan a Bangkok, the e coperto di ghirlande di fiori e le cui statue sono rivestite di foglia d'oro, mentre viene bruciato incenso. Un altro mezzo sicuro per raggiungere il nirvana consiste nel finanziare i restauri di un wat, mentre assai meritevole e il gesto di acquistarne uno nuovo. La Thailandia conta oltre 27 000 wat, o monasteri buddisti, situati di solito alla periferia dei paesi e la cui ombrosa cinta di mura racchiude un gruppo di edifici. La cappella principale, o bot, con un tetto scintillante a più piani, viene usata per le cerimonie religiose. Adornata allo stesso modo, la cappella secondaria, o wham, viene invece usata per gli incontri e le meditazioni. Le chedis o stupa sono strutture simili alle pagode che sovente contengono reliquie o ceneri religiose. La sale, aperta sui lati, e un padiglione di legno usato per la meditazione e le esequie funebri. La cappella principale racchiude l'altare dell'adorazione con una o più statue del Buddha, che possono essere molto grandi — come il Buddha sdraiato sito nel Wat Po di Bangkok — oppure piccole — come il Buddha di cristallo di Chiang Mai —. Le sculture possono essere di bronzo, di pietra, di teck, di giada o addirittura d'oro massiccio. La popolazione offre fiori, cibo, incenso al Buddha del wat del proprio villaggio. I wat non sono però unicamente luoghi di insegnamento religioso, sovente essi includono scuole e ospedali e a volte dispongono anche di alloggi per gli studenti poveri, per i viaggiatori, ecc. Le pratiche animistiche continuano ad affiorare nell'interpretazione tailandese del buddismo. Gli uomini e le donne portano amuleti e portafortuna: un uomo d'affari tailandese porterà probabilmente una catena d'oro mentre un pugile porterà un cordoncino attorno al braccio. Si ritiene che, come I"occhio” greco, questi articoli tengano a bada il diavolo. Superstiziosi di natura, i tailandesi non fanno nulla d'importante senza prima consultare il loro oroscopo; i matrimoni o i traslochi vengono quindi organizzati solamente se le stelle sono propizie. All'interno delle mura dei templi si trovano sempre un astrologo oppure un chiromante — solitamente cinese — seduto all'ombra di un albero. Nemmeno gli spiriti vengono trascurati: ogni edificio, sia esso abitazione privata, ospedale, hotel, ha la sua casa dello spirito, dimora di Phra Phum, dio della casa. Queste case vengono erette in cima a un palo, dove non cade mai l'ombra dell'edificio, in quanto lo spirito non andrà mai ad abitare in una zona d'ombra. Ogni giorno la gente depone con devozione sulla terrazza che circonda la casa dello spirito offerte consistenti in riso, frutta, fiori e animaletti intagliati. II buddismo e l'induismo si somigliano sotto molti punti di vista. La casa dello spirito dell'hotel Erawan abbattuto, venne eretta per portare buona fortuna al suo personale e ai suoi ospiti. Dedicata a Brahma, per una qualche ragione col passare degli anni e diventata molto popolare tra la gente in generale e, dato che Erawan era l'elefante a tre teste della mitologia tailandese, sovente venivano donati elefanti intagliati nel legno. Vi è un'altra grande casa dello spirito all'esterno del centro commerciale River City. Coloro che. vivono vicino al fiume erigono la casa dello spirito nel klong. Un altro oggetto di culto locale consiste in un unico pilastro riproducente un simbolo fallico. Le donne tailandesi sono famose per la loro bellezza, la loro grazia e la tipica orientale sottomissione all’uomo. Questa fortunatamente I cambiamenti non hanno indebolito le tradizioni buddiste che resistono da secoli, tuttavia la Thailandia ha tenuto il passo con i tempi. Può vantare una rete di autostrada che collegano tutto il paese, dei trasporti efficaci e coordinati, un servizio aereo nazionale e internazionale di prima classe, alberghi di lusso e servizi sociali di buon livello. L'importanza della Thailandia in quanto centro di affari viene accresciuta dal fatto che si trova sulle principali rotte aeree. Bangkok è collegata a tutte le più importanti città del mondo dalle compagnie aeree internazionali. IL'Airport Hotel, nelle vicinanze dell’aeroporto Don Muang, è eccellente per tenervi piccole e brevi riunioni. Bangkok è ben attrezzata per ospitare convegni e nei suoi alberghi di lusso, la maggior parte dei quali e dotata di apposito Centro affari. Quello del Regent Bangkok è considerato uno dei migliori. I servizi che offre comprendono la dattilografia, la traduzione, il trattamento testi, la copiatura, la dettatura, la trasmissione di telegrammi, telex e telefax e il suo personale parla diverse lingue. Altri servizi che si possono richiedere consistono nel farsi fissare e confermare gli appuntamenti a partire da 10 baht per chiamata. Pattaya è il secondo grosso centro di convegni e conferenze della Thailandia. II Royal Cliff Beach Resort è ideale per le grandi conferenze e può gestire sino a 2000 persone. I servizi ausiliari comprendono anche due elefanti, recanti il nome dell'hotel, che danno il benvenuto agli ospiti e una ragazza in costume che sparge petali di fiori. Il costo di tale servizio è di 6000 baht. Il Regent Cha Am, dotato di una buona attrezzatura, e un'altra sede costiera adatta per convegni. Anche il Rincome e il Chiang Mai Orchid offrono la possibilità di convegni e mostre. Nel 1991 verrà aperto a Bangkok il World Trade Centre che andrà ad accrescere il prestigio della Thailandia, in quanto centro commerciale e d'affari. Vi sono parecchi conglomerati urbani in Thailandia, ma Bangkok è l’unica metropoli. Si estende per oltre 1600 km su entrambe le rive del fiume Chao Phraya e ha una popolazione di 6,5 milioni di abitanti (di cui il 65% ha origini cinesi). La maggior parte delle society nazionali ed essere ha sede nella capitale. Bangkok, centro del commercio e delle comunicazioni, e l'unica città dove si riscontra una certa occidentalizzazione. Coloro che lavorano nei suoi grattacieli di uffici o di negozi eseguono le stesse funzioni dei loro colleghi in Europa o in America, mentre invece la vita tra le pareti domestiche ha un sapore tipicamente tailandese. II mondo rurale, che e il prodotto di tradizioni immutabili, va avanti secondo il ritmo delle stagioni. Quasi tutte le aziende agricole appartengono alla stessa famiglia da generazioni. Alcuni insediamenti rurali fiancheggiano le strade trafficate o i canali navigabili, altri ancora si celano tra la vegetazione ombrosa dei campi. Il centro di ciascun insediamento è costituito dal wat, il cui stato di conservazione indica se gli agricoltori hanno avuto una stagione buona o meno. La fattoria tipica è molto semplice: è sovente costituita da un'unica stanza multiuso, costruita su palafitte e con un tetto di paglia. In quasi tutte si allevano pulcini, maiali e un bufalo indiano, che viene utilizzato per I'aratura. La promiscuità della vita familiare non permette alcuna privacy. I bambini imparano a rispettare i più anziani sin da piccoli. I villaggi, che sono generalmente costituiti da 50-150 nuclei abitativi, sono come una sola grande famiglia e i bambini chiamano i loro vicini 'zio' o 'zia', abitudine questa che conservano per tutta la vita. Pur essendo la scuola obbligatoria, i bimbi hanno anche determinate incombenze domestiche da svolgere, quali rinchiudere le anatre e dare una mano durante il periodo del raccolto. La vita scorre più tranquilla durante la stagione dei monsoni. Gli uomini riparano le vele, mentre le donne si dedicano alla tessitura. Gli abiti fatti a mano, venduti poi al mercato, contribuiscono a integrare il loro magro reddito. Si attendono con impazienza i matrimoni le nascite e tutti partecipano ai funerali. La filosofia buddista, accompagnata da un'ignoranza di fondo, permette alla generazione più anziana di contadini di accettare la propria esistenza. Nei prossimi anni la Thailandia — insieme con gli altri paesi dell'ASEAN — dovrà affrontare il problema della disoccupazione dei giovani diplomati.
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