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Mtb

Tipi di mtb

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giovedì 08 gennaio 2009

Tipi di mtb (le mountain bike)

Le varie MTB si possono catalogare in base al telaio e alle sospensioni:

  • front suspended o hardtail (ovvero con forcella ammortizzata anteriore)
  • full suspended o biammortizzate o softail (con forcella ammortizzata anteriore e sistema ammortizzante posteriore integrato nel telaio)
  • rigide (senza sospensioni)

Sono scomparse le MTB a sola sospensione posteriore, in quanto poco funzionali.

Esistono diversi schemi di sospensione posteriore, i più importanti sono:

  • monoshock (detto anche monopivot o cantilever): il carro (cioè la parte del telaio a cui è collegata la ruota posteriore) è collegato al telaio tramite un solo punto di articolazione. È uno schema semplice, affidabile, ed economico. Per contro ha un livello di funzionalità non molto alto, in pratica pedalando la sospensione tende ad oscillare con il movimento dei pedali, cosa che spreca energie del ciclista e riduce il comfort.
  • quadrilatero deformabile: la sospensione è a forma di quadrilatero, con quattro punti di articolazione, di cui uno sui foderi (cioè i tubi che collegano il forcellino della ruota con la parte anteriore del telaio) obliqui (ovvero quelli in alto). È più costoso del monoshock ma ha il vantaggio di poter essere progettato in modo da fornire una risposta migliore alle sconnessioni del terreno.
  • quadrilatero horst: è un'evoluzione del quadrilatero deformabile, di cui riprende lo schema, ponendo però un punto di articolazione sui foderi bassi (anziché sugli obliqui). Rende la sospensione poco sensibile alla pedalata, cioè non crea ondeggiamenti della bici pedalando, cosa presente sul monoshock o sui quadrilateri deformabili. Prende il nome dal suo ideatore, Horst Leitner. Il brevetto del "quadrilatero horst" è attualmente di proprietà della Specialized
  • quadrilatero lawwill: è l'equivalente delle sospensioni di tipo quadrilatero usate sulle auto sportive. Se ben progettato infatti ha ottime prestazioni. Prende il nome dal suo ideatore, Mert Lawwill, progettista di sospensioni automobilistiche.
  • vpp: è una sospensione relativamente recente, che enfatizza i vantaggi del quadrilatero horst, cioè ottima risposta alle sollecitazioni e agli urti del terreno e insensibilità della sospensione alla pedalata.
  • urt: è una sospensione in cui il movimento centrale (cioè l'asse su cui ruotano le pedivelle) è collegato al carro posteriore e non alla parte anteriore del telaio. È praticamente in disuso, per la sue scarse prestazioni, e viene usato solo più su bici di bassissima gamma.
 

caratteristiche mtb

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giovedì 08 gennaio 2009

Alcune caratteristiche delle mtb

 

Pneumatici mtb

Scolpite e di larga sezione, variabile nella maggior parte dei casi fra 1,9 e 2,3 pollici, con camera d'aria o tubeless. Il disegno della scolpitura è a volte studiato in funzione di un particolare tipo di terreno, altre volte è un compromesso. In generale per terreni fangosi è preferibile usare taselli molto distanziati che limitino l'accumulo di fango, più ravvicinati invece su terreni duri. È comunque possibile montare qualunque pneumatico, anche da strada con battistrada liscio e sezione molto stretta, purché il diametro sia quello corretto. Esistono in commercio numerosi pneumatici di questo tipo. Le pressioni di gonfiaggio sono in funzione dello pneumatico utilizzato, per pneumatici di larga sezione a camera d'aria non si superano di solito le 5 atm di pressione massima. È diffusa la pratica di sgonfiare parzialmente le gomme prima di affrontare discese impegnative, al fine di migliorare l'assorbimento delle asperità e, in caso di fondo viscido, l'aderenza. La pressione in questi casi può essere ridotta fino a circa 2 atm (la gomma cede leggermente alla pressione di un solo dito) a seconda del peso del ciclista.


Telaio mtb

I telai per mtb mountain bike sono caratterizzati dall'avere una geometria diversa da quelli per bici da strada, tendenzialmente più "compatta" a parità di misura, per conferire maneggevolezza e resistenza. Negli ultimi anni si è diffusa la geometria detta "sloping" dall'inglese "slope" per "inclinazione" che presentano il tubo orizzontale fortemente inclinato verso il basso e il tubo reggisella conseguentemente molto lungo. Tra i materiali il più usato fino a pochi anni fa era l'acciaio cromo-molibdeno (meno costoso ma più pesante) mentre oggi la maggior parte dei telai sono realizzati in alluminio. L'acciaio è ancora utilizzato per produzioni di bassa gamma o per modelli di nicchia e di grande qualità dove l'uso di leghe speciali e la lavorazione accurata consentono di ottenere pesi simili ai telai in alluminio ma dotati dell'elasticità e robustezza caratteristici di quelli in acciaio (per esempio i nuovi acciai speciali tipo Nivacrom hanno permesso di ridurre il peso di un telaio da circa 2700 a 1500 grammi). Sui modelli più costosi e orientati alla competizione cross-country il telaio è spesso realizzato in carbonio, con un piccolo risparmio di peso rispetto all'alluminio, più raramente in titanio. L'impiego di quest'ultimo metallo rappresenta il miglior compromesso tra leggerezza, resistenza alla fatica meccanica e alla corrosione ed elasticità strutturale ma il suo impiego è limitato dal prezzo molto elevato della materia prima.


Leve del cambio e del deragliatore anterior mtb

Sono poste sul manubrio (rispettivamente a destra e a sinistra) e possono essere manovrate senza staccare le mani dallo stesso, cosa utile se il terreno è sconnesso. Si presentano come leve (in disuso), a pulsanti (la pressione su un pulsante consente di spostare la catena sugli ingranaggi immediatamente adiacenti a quello in uso) o in forma di "manettino girevole" da impugnare in modo simile all'acceleratore di una moto. Bisogna dire che i comandi cambio tipo mountain bike sono ormai standard su quasi tutte le bici da strada eccetto quelle da corsa.

Freni mtb

Il principale requisito che i freni da mtb devono avere rispetto a quelli per bici da corsa è la capacità di lasciare uno spazio elevato fra i bracci del freno e la ruota, in modo da consentire il montaggio di pneumatici a larga sezione mantenendo ancora margine per evitare accumuli di fango. Per questa ragione i comuni freni ad archetto non possono essere utilizzati. Fino alla fine degli anni novanta erano impiegati universalmente freni del tipo "cantilever", in comune con le bici da ciclocross. Fino a pochi anni fa venivano montati quasi esclusivamente freni del tipo "V-brake",oggi utilizzati sulle biciclette più economiche, questi sono freni a pattino caratterizzati dall'avere i bracci di leva del corpo freno molto lunghi per consentire elevata potenza frenante con basse pressioni sulla leva al manubrio. Attualmente le mtb vengono dotate quasi esclusivamente di freni a disco simili per costruzione e funzionamento a quelli motociclistici, con la differenza che i modelli più economici sono azionati da un cavo anziché da un fluido in pressione. I freni a disco possono essere montanti solo su ruote appositamente progettate, che presentano un diverso posizionamento dei raggi per sopportare il forte momento torcente che si crea fra il mozzo e il cerchione in frenata. Inoltre, il telaio deve essere predisposto con gli appositi supporti per il fissaggio della pinza. I moderni freni a disco hanno una potenza di frenata decisamente superiore a quella dei"V-brake" anche grazie all'utilizzo di dischi frenanti di notevole diametro (le dimensioni più frequenti sono 160, 180 e 200 mm). Inoltre, i freni a disco hanno la capacita' di frenare sempre anche in condizioni gravose, come fango o neve, che sono il punto debole dei freni tradizionali.

Pedali mtb

Artigliati per impedire lo scivolamento del piede. Per facilitare la spinta sui pedali si possono installare dei puntapiedi, anche specifici per mountain bike (non necessitano di cinghietto). Sono molto diffusi i pedali dotati di aggancio rapido, da usare con apposite scarpette, che a differenza dei pedali da strada possono essere utilizzati su ambo i lati. Questo per dare una possibilità in più di aggancio nel caso il fango o la terra blocchino la molla del pedale stesso. Questi pedali sono gli stessi utilizzati anche nel ciclocross. Il passo del filetto su cui si avvitano i pedali è quello standard delle bici da città e da corsa, dunque è possibile montare qualunque tipo di pedale.

Cambio e deragliatore mtb

La denti variabile da minimo 11 per il pignone più piccolo a massimo 34 per il più grande), con la possibilità di sviluppare quindi da 18 a 27 rapporti di trasmissione alla ruota. I rapporti effettivamente utilizzabili in realtà sono almeno due in meno, in quanto il cosiddetto "incrocio di catena" (corona più grande con pignone più grande e la più piccola con il più piccolo), può portare a usura prematura della catena e del cambio se mantenuto per periodi di tempo prolungati. Il cambio posteriore delle mountain bike è di solito caratterizzato dall'avere il bilanciere particolarmente lungo rispetto a quello delle bici da corsa, proprio per consentire escursioni particolarmente accentuate della catena (compreso l'incrocio, che per quanto sconsigliabile deve essere possibile effettuare quando il cambio sia ben regolato). Il principio di funzionamento del cambio è identico a quello di tutte le altre bici.

Lo sviluppo in metri dei rapporti può raggiungere nelle mountain bike valori particolarmente bassi, fino a 1,3 metri circa per ogni giro compiuto dall'asse del movimento centrale (ogni "pedalata") utilizzando corona 22 denti, pignone 34 e una ruota standard da 26 pollici con pneumatico 26x 2.00 (ad oggi il più diffuso). I rapporti più lunghi consentono invece sviluppi leggermente inferiori a quelli di una bici da corsa.

Diversamente che per le bici da corsa, non sono in commercio, ad oggi, da parte dei principali costruttori, gruppi trasmissione specifici per mountain bike in grado di supportare più di nove pignoni.

Ruote mtb

Sono costituite da cerchi quasi sempre della misura comunemente denominata "26 pollici", ma il loro diametro effettivo è di 559mm misurati dal punto di battuta dello pneumatico sul cerchio, corrispondenti a circa 22 pollici anglosassoni. Esistono in commercio ruote per mountain bike dette "29 pollici", molto meno diffuse, in cui il diametro del cerchio è uguale a quello di una bici da corsa standard (622mm). Cerchione, mozzo e raggi sono costruiti e assemblati in modo del tutto analogo a quello delle bici da strada e con gli stessi materiali (solitamente alluminio per i cerchi, acciaio per i mozzi e i raggi), in particolare l'asse filettato delle ruote anteriori è intercambiabile fra bici da corsa e mountain bike, e la costruzione interna dei mozzi non presenta sostanziali differenze a parte le misure ed eventualmente la disposizione dei raggi (nel caso sia previsto un freno a disco). La resistenza agli urti leggermente maggiore delle ruote da mountain bike rispetto a quelle da corsa è principalmente dovuta al minore diametro del cerchio e alla maggiore larghezza dello stesso. Fanno eccezione le bici pensate per effettuare primariamente percorsi in discesa ("downhill" o "freeride") che possono presentare mozzi con un asse passante di tipo motociclistico e cerchi a tripla camera ("triple wall").


Manubrio mtb

È molto largo e dritto o solo leggermete arcuato, per consentire un miglior controllo della bici su terreno accidentato (le braccia agiscono su un braccio di leva maggiore). Come il telaio, può essere in alluminio, acciaio, lega leggera, titanio o carbonio. Si possono aggiungere speciali appendici o "corna" alle estremità del manubrio, utili per la presa in salita, in particolare in piedi.

 

Storia della mtb

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giovedì 08 gennaio 2009

Storia della mbt

La MBT o bicicletta da montagna nasce negli USA precisamente in California verso la fine degli anni 60. All'inizio le mbt non erano altro che robuste biciclette modificate in modo da poter sopportare le sollecitazioni di escursioni fuoristrada, ed erano probabilmente utilizzate da gruppi hippies in cerca di spazi incontaminati.

Il primo serio sviluppo alle MTB fu dato da Gary Fisher, Tom Ritchey e Joe Breeze che modificarono la geometria del telaio, lo resero più leggero ed introdussero un cambio di velocità specifico. Il fenomeno mountain bike dilagò in tutti gli Stati Uniti e più tardi, negli anni ottanta in Europa.

In Italia, quando molti snobbavano le MTB, la ditta Cinelli, con buona intuizione, lanciò sul mercato il modello Rampichino. Da allora (1985) fino alla fine del secolo le vendite di MTB si incrementarono al punto da superare la quota di due terzi del mercato. La cultura della mountain bike e dei suoi appassionati si è sviluppata intorno a valori come l'amore per la natura e gli ambienti incontaminati, ma anche le forti emozioni. Oggi le mountain bike vengono costruite in numerosissime versioni e sono diffusissime anche in città.

Sono assai diverse dai primi modelli e hanno ora anche forcelle (o l'intera struttura) ammortizzate e freni a disco.

 

Storia della mtb

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giovedì 08 gennaio 2009

Storia della mbt

La MBT o bicicletta da montagna nasce negli USA precisamente in California verso la fine degli anni 60. All'inizio le mbt non erano altro che robuste biciclette modificate in modo da poter sopportare le sollecitazioni di escursioni fuoristrada, ed erano probabilmente utilizzate da gruppi hippies in cerca di spazi incontaminati.

Il primo serio sviluppo alle MTB fu dato da Gary Fisher, Tom Ritchey e Joe Breeze che modificarono la geometria del telaio, lo resero più leggero ed introdussero un cambio di velocità specifico. Il fenomeno mountain bike dilagò in tutti gli Stati Uniti e più tardi, negli anni ottanta in Europa.

In Italia, quando molti snobbavano le MTB, la ditta Cinelli, con buona intuizione, lanciò sul mercato il modello Rampichino. Da allora (1985) fino alla fine del secolo le vendite di MTB si incrementarono al punto da superare la quota di due terzi del mercato. La cultura della mountain bike e dei suoi appassionati si è sviluppata intorno a valori come l'amore per la natura e gli ambienti incontaminati, ma anche le forti emozioni. Oggi le mountain bike vengono costruite in numerosissime versioni e sono diffusissime anche in città.

Sono assai diverse dai primi modelli e hanno ora anche forcelle (o l'intera struttura) ammortizzate e freni a disco.

 

MTB, Mountain Bike

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giovedì 08 gennaio 2009

MBT

Mbt: La mountain bike spesso abbreviata in MTB è spesso chiamata anche rampichino, dal primo modello di Cinelli prodotto e commercializzato in Italia) è una bicicletta strutturata in maniera da potersi muovere fuori da strade asfaltate, sia in salita, sia in discesa.