|
Storia
Kavala appare nella storia attraverso i secoli con tre nomi: Neapoli, Cristopoli, Kavala.
Vediamo dettagliatamente questi periodi e che cosa di particolare si nasconde per la città.
Neapoli
Per la prima volta nella sua storia Kavala e riportata, alla meta del secolo VII, con il nome Neapoli. Si tratta di un piccolo abitato, una stazione — colonia degli abitanti dell'isola di Taso che volevano avere un collegamento con la ricca terraferma di fronte, cioè con le coste di Tracia, ma anche con il monte Pangeo, con ricchi giacimenti d'oro.
Nel 5° secolo Neapoli acquisisce I'indipen denza, facto testimoniato dall'emissione della propria moneta che raffigura la testa dell'orribile e abbominabile Medusa.
Nel 454 a.C. Neapoli aderisce alla Lega Ateniese, mentre nel 411 a.C., e nonostante l'assedio stretto ed insistente della città da parte dei Lacedemoni con a capo Eteonico, e con I'aiuto dei guerrieri di Taso, rimane fedele ai suoi alleati Ateniesi, mentre anche piu tardi, nel 377 a.C, continua a partecipare anche
alla Seconda Lega Ateniese.
Nel 340 a.C. Neapoli viene occupata da Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno che fa trasformare Ia citta nel porto di Filippi, un'importantissima citta macedone che dista appena 15 chilometri entrando a N.O. nell'entroterra.
Dal diario di Manlio Vulso che passa dalla zona nel 189 a.C., al ritorno a Roma, dalla spedizione contro Antioco, re di Siria, ci informiamo che, in quel periodo, Neapoli faceva parte dell'Impero Romano.
Anzi, nel 42 a.C. Filippi diventa it teatro della battaglia omonima in cui predominano i successori di Giulio Cesare. II porto di Neapoli e la base navale della flotta guidata dai senatori repubblicani Bruto e Cassio, che partecipano alla battaglia, di enorme portata storica, contro Ottaviano ed Antonio.
Nel 49 d.C. Neapoli diventa la prima città europea a cui I'Apostolo Paolo approda per predicare e poter divulgare iI Cristianesimo.
Per quanto riguarda i secoli successivi c'è una moltitudine di testimonianze storiche, in cui Ia città e riportata, in molti casi, con il nome di Neapoli.
Per I'ultima volta la città viene riportata con questo nome nel 746 d.C., in un elenco di vescovi del Vescovado di Tessalonica, dove il vescovo di Neapoli occupava il 16° posto.
Cristopoli
II nome di Cristopoli viene riportato, per la prima volta, nell'815, anno in cui Gregorio Decapolite proveniente da Eno ed essendo in viaggio verso Tessalonica, approda a Cristopoli dove si ferma per qualche giorno.
Proprio qui, nell'838, viene arrestato I'accompagnatore di Gregorio Decapolite, liberato poi, dopo le richieste che aveva fatto Gregorio stesso a Cesare Alessio Mosele insediato in carica, a Cristopoli, dall'Imperatore bizantino Teofilo.
Nel 926 Basilio Cladone, generale della provincia dello Strimone a cui appartiene anche Cristopoli, ripristina la muraglia della città.
Nel 1097 I'esercito della Prima Crociata staziona a Cristopoli.
Nel 1154, nel libro del geografo arabo al-ldrisi (xii sec.), Cristo-poll viene riportata come città fortificata con un'intensa attività commerciale via mare.
Nel 1185 i Normanni conquistano e incendiano Cristopoli.
Nel 1205, dopo la presa di Costantinopoli dai franchi della Quarta Crociata, viene occupata dai baroni longobardi.
Nel 1246 I'imperatore Giovanni III Ducas Vataze passa per Cristopoli net tempo della sua spedizione contro Tessalonica.
Nel 1306 Amministratore di Cristopoli e il genovese Ser Jordi e la città viene riportata come “posizione fortificata”.
Nel 1321 Cristopoli viene occupata dalle truppe di Andronico III dopo essersi liberato a suo nonno e Imperatore bizantino Andronico II.
Nel 1343 durante il conflitto tra gli Imperatori Giovani V Paleologo e Giovanni Cantakuzeno, Cristopoli resta fedele al primo.
Nel 1365 Amministratore di Cristopoli e Alessio che, insieme al fratello Giovanni, sono i fondatori del monastero Pantocrator, sul monte Athos.
Nel 1387 i turchi conquistano Cristopoli e ne affidano l'amministrazione all'ex Despota di Tessalonica, Manuele Paleologo.
Nel 1391 i turchi occupano Cristopoli e Ia distruggono dalle fondamenta.
Per un breve periodo di tempo i Veneziani diventano signori del-la città di Cristopoli (luglio 1425), ma poi i turchi ritornano e con truppe potenti riconquistano la città, nell'agosto del 1425.
Kavala
Nel 1470 il nome Kavala, secondo una teoria, glielo diedero i genovesi dalla parola cavallo, visto che nella città che in quell'epoCa era un importantissimo nodo commerciale lungo la via Egnatia, si faceva la sostituzione dei cavalli affaticati. Riportato, per la prima volta nella storia, addirittura come toponimo nel diario di un capiano veneziano di nome Gian Maria degli Angiolello, che, riportato prigioniero dai turchi dopo la conquista dell'Eubea, passa anche da queste parti.
Trenta due anni dopo, nel 1502, ritroviamo nei diari del legislatore veneziano Martin Sanuto il nome di Kavala questa volta riportata come città abitata da popolazione cristiana.
Nel 1526 il viaggiatore francese Pierre Belon (1517-1564) menziona Kavala come una nuova città in cui presero dimora degli turchi e greci.
Nel 1530 il Sultano Solimano II il Magnifico, con Ibrahim, realizzano nella città grandi opere di ingegneria civile. In quel periodo si fa edificare l'acquedotto (Camares) e viene prolungata la cinta muraria,visto che la città era soffocata dentro le mura vecchie.
Nel 1549 Pierre Belon passa di nuovo da Kavala che la descrive come un bello e affollato abitato dotato di un grande porto che, però, lo interessano le condizioni meteorologiche, e così, quando scoppiano delle violente burrasche, i proprietari dei pescherecci, li ricoverano in sosta sull'arenile.
Nel 1591 viaggiando per Costantinopoli, passa da Kavala I'ambasciatore veneziano Lorenzo Bernardo con il suo corteggio. II suo segretario Gabriele Cavazza, che tiene un diario personale, descrive Kavala fornendo molti particolari sulla città. In questo diario sono riportate anche le cosiddette Camares, ossia l'acquedotto che trasporta l'acqua nella città dalla montagna di fronte, dall'attuale quartiere del Timios Stavròs (della Santa Croce).
Inoltre, descrive una darsena (nella posizione dove tuttora si trova una cantiere navale) nella quale si costruiva uno scafo di enormi dimensioni per I'epoca.
I riferimenti sulla città di Kavala aumentano di numero e ce ne sono una moltitudine di testimonianze. In concreto:
Nel 1611 i vascelli del duca di Firenze, con molti soldati a bordo, sbarcano a Kavala e tentano di conquistarla ma senza esito.
Nel 1628 l'ammutinamento dell'equipaggio della galera del Bey di Kavala Solimano conduce il vascello a Malta.
Nel 1667 Evliya Celebi, noto storiografo turco, da molte informazioni su Kavala e, la descrive come una città rumorosa con moschee e 500 case, organizzazione militare, guarnigione e con una fortezza con 7 porte.
Nel 1684 il veneziano Francesco Morosini tinge d'assedio e lancia contro la città numerose bombe dai mortai dei suoi vascelli, nel tentativo di conquistarla, ma senza esito.
Nel 1714 il viaggiatore francese Paul Lucas descrive Kavala come una città inespugnabile, con una muraglia ben conservata e un grande acquedotto (Camares) con una doppia fila di archi a tutto sesto.
Nel 1769 nasce a Kavala Mohammed Ali, fondatore, anni dopo, dell'ultima dinastia e gran benefattore della sua terra natale.
Nel 1771 navi russe sbarcano truppe a Kavala, dove saccheggiano animali e cibi. Nello stesso anno si stabilisce a Kavala la prima Casa commerciale francese.
Nel 1786 il console generale di Francia a Salonicco E.M. Cousinery visita Kavala e la descrive come un'affollata città con grande traffico commerciale e 900 case.
Nel 1817 per donazione di Mohammed Ali che nel frattempo era diventato pascià di Egitto, viene costruito l'Imaret.
Nell'ottobre del 1856 l'archeologo francese G. Perrot descrive Kavala come una città con quasi 5.000 abitanti dotata di un porto sufficientemente riparato, ma anche battuto da venti sudorientali.
II 1864 è un anno importantissimo, diciamo un punto di riferimento, per al storia più recente di Kavala, visto che questa, per la prima volta, si estende fuori della cinta muraria, sul promontorio di Panaghia. La comunità greco-ortodossa di Kavala, molto attiva a quell'epoca, chiede al Sultano permesso, e l'ottiene, di costruire una seconda chiesa tranne quella di Panaghia. Così, viene edificata, fino al 1867, la chiesa di San Giovanni e intorno a questa si crea,mano a mano, il quartiere omonimo the ha avuto come risultato l'estensione e lo sviluppo della città.
'del 26 di giugno 1913 il cacciatorpediniere "doxa" (gloria) con il maresciallo Kunturiotis, approda la baia di Kavala e libera la città. La bandiera greca viene issata alla sede di comando e poi viene nominato amministratore generale il capitano di corvetta, Kriezis.
Nel biennio 1916-1918, durante la I Guerra Mondiale, Kavala subisce una seconda e, questa volta, più spietata occupazione bulgara e viene liberata dopo di 26 mesi.
Nei 1922, dopo il disastro dell'Asia minore, arrivano e si stabiliscono a Kavala circa 25 mila di rifugiati greci, sradicati dalla loro terra natale.
Dal 1923 in poi, e con lo scambio di popolazioni e la ritirata dell'esercito turco da Kavala, la città viene abitata da popolazione puramente greca e nel censimento del 1928 conta 50.000 di abitanti.
Nel periodo tra le due guerre mondiali, Kavala conosce grande floridezza economica con lo sviluppo e la diffusione del commercio di tabacchi lavorati. Tabacchini greci ma anche molti europei costruiscono magazzini e la città si affolla di Consolati stranieri che servono i suoi affari economici con le case commerciali dell'Occidente. Circa l'80% della sua mano d'opera svolge lavori attinenti al tabacco. Com' e naturale si rafforzano anche le mobilitazioni del movimento sindacale che vi scatenano una serie di tumulti sociali, il cui colmo era quello del marzo del 1924, uno sciopero che durò 20 giorni. Negli anni 1941-1944 una nuova occupazione bulgara a Kavala. Grande recessione dello sviluppo economico della città. L'occupazione, e poi gli anni successivi della guerra civile (1944-1946) diedero il colpo di grazia al commercio di tabacchi che, poco a poco, decadde e sparì nel decennio del 1960.
Attualmente, nel centro di Kavala ci sono molti magazzini di tabacchi con muratura di colore marrone - rossiccio che, da una parte emanano il fascino dei bei vecchi tempi, ma dall'altra, purtroppo la maggior parte di queste, non è stata valorizzata a causa del complicatissimo iter burocratico che affronta chi tenta di restaurarli per valorizzarli.
Al giorno di oggi Kavala, vivendo in un fluido e insicuro contesto economico cerca di trovare la propria strada, con le aziende di estrazione e commercio di marmi, con il suo petrolio, il commercio e il turismo, per ravvivare la vecchia gloria signorile e per entrare nuovamente e con sicurezza nella strada dello sviluppo.


| GIOVEDì 22 SETTEMBRE 2011 - Administrator |  |  | |