Venezia Parte I |
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II territorio della provincia di Venezia si estende lungo la parte della costa del mar Adriatico compresa fra l'area superiore del delta del Po e la foce del L'evoluzione ambientale dell'area è da ricondursi all'azione dei fiumi e all'interagire fra le formazioni fluviali-delitizie e sistema marino. A ciò si aggiungono le opere dell'uomo mediante arginatura, canalizzazione e deviazione delle acque, prosciugamento e bonifica. Intorno al 6-7000 a.C. la costa fra Ravenna e l'Isonzo era caratterizzata da lagune separate e da aree deltizie. Quella di Venezia ne costituiva una parte, esito del progressivo interramento prodotto dai fiumi che vi sfociavano. Da quella lontana età, la dimensione, e la morfologia del territorio sono sempre state in relazione con il succedersi dell'innalzamento e regressione del mare e di avanzamento e arretramento dei fiumi, e infine con i processi di interramento e di erosione che si sono susseguiti nei primi secoli dell'era cristiana. Gli eventi naturali e le vicende storiche hanno contribuito alla trasformazione dell’area. Nei primi secoli dopo Cristo diverse e significative sono state le trasformazioni attuate nell'area: la centuriazione sino ai bordi lagunari, la colonizzazione, sin dentro la Laguna nord, i primi insediamenti, gli scambi e le opere di trasformazione dell'ambiente per stabilizzare popolamento e garantire navigazione e commerci. Dal IV secolo in poi un progressivo abbandono e una crescente desolazione hanno accomunato terraferma e Laguna per il concorso di eventi storico, politici, demografici e di sconvolgimenti naturali. Con la stabilizzazione dei longobardi nel territorio durante i secoli e la chiara suddivisione fra la terraferma barbara e le lagune bizantine che ne deriva, l'area riprende vita e acquista fisionomia. Le comunità già presenti nel luogo si salderanno con complesse strutture sociali di intere città. L'antica pianura finirà cosi per gravitare sulla Laguna, contribuendo a formare la Venezia lagunare e a svilupparne l'identità. Fenomeno che la pace di Aquisgrana (812) fra franchi e Bisanzio favorirà, sancendo la separazione politica delle lagune dall'entroterra. Sarà la Repubblica a ricomporle al momento della formazione del territorio veneziano, assumendo il ruolo di cerniera che l'intero territorio aveva interpretato in età antica. II progetto, avviato con la Stazione marittima del 1880, e terminato nella creazione e sviluppo del porto e dell'area industriale di Marghera ha comportato una riduzione di un terzo dello specchio lagunare adibito alla creazione di aree produttive, residenziali e di servizi, all'attuazione di bonifiche agricole e alla creazione di valli da pesca. Superata la sacca padovana si entra nell'estesa pianura formata dal Brenta e dai corsi di risorgiva, che a corona circondano l'agglomerazione di Mestre e di Marghera. Una pianura ricca di storia e paesaggi, suddivisa dalle moderne infrastrutture in tre parti con la gronda lagunare che, nonostante la presenza d'imponenti industrie e una crescita urbana elevata, sembra ancora oggi in grado di offrire alle istituzioni e alle collettivita ampie opportunità nell'attuazione di piani di riequilibrio territoriale e ambientale. A sud il territorio, di grande fascino paesaggistico, è compreso dal triangolo delle aste fluviali e canalizzate del Brenta-Bacchiglione. Le secolari vicende storiche hanno segnato e strutturato l'area: dapprima contesa da Padova e Venezia per motivi economici e per la divergenza dei rispettivi progetti di equilibrio idrogeologico, ovvero delle relazioni fra terraferma e Laguna; si è trovata poi, una volta riunificato l'entroterra da Venezia, al centro di un conflitto di interessi opposti, marittimo-commericiali da una parte e agricolo-manifatturieri dall'altra. II dissidio si è sviluppato in contrastanti opzioni d'assetto idraulico: regolazione dei fiumi e della Laguna per difendere il bacino dagli interrimenti, favorendo così attività portuali e navigazione, oppure difesa delle terre dalle alluvioni a favore di bonifiche e irrigazione. Ne è derivato un sostanziale equilibrio fra Laguna, bonifica e il diffondersi della civiltà della villa, perno del radicamento veneziano nella terraferma e della conquista delle campagne. Presenza puntuale e diffusa nelle grandi zone di bonifica a sud, più densa e concentrata lungo il Naviglio del Brenta, dove la vita in villa, ridimensionata l'originaria funzione agricola, fra '600 e '700 da forma all'economia del soggiorno secondo un rapporto di stretta dipendenza con Venezia, dal cui declino verrà sopraffatta. Grazie al graduale inserimento nel processo di industrializzazione, la pianura veneziana svolge oggi la funzione di rinnovata cerniera fra Padova e il polo industriale di Marghera. Oltre il Naviglio il territorio si presenta diffusamente urbanizzato attorno a una fitta maglia di centri che gravitano su Mestre. Per ubicazione quest'area è da sempre terra di transiti e scambi: inquadrata nel sistema della centuriazione e della grande viabilità romana; tormentata zona di contesa fra barbari delle prime ondate, longobardi e bizantini; cerniera fra le ambizioni territoriali trevigiane, padovane e veneziane; infine, dall'annessione a Venezia in poi, inserita in un vasto sistema di relazioni fra terra e acque. Ruolo accentuato ed esaltato negli ultimi decenni dai ritmi e dalle dinamiche socio-economiche e infrastrutturali tipiche del modello d'industrializzazione diffuso, nonchè dall'emergente forza attrattiva di Mestre. Lungo il seicentesco canale del Taglio del Sile, geomorfologia e idrologia risentono ormai dell'azione modellatrice del Piave. Col dissolversi dell'impianto romano, il territorio è ordito longitudinalmente dalle comunicazioni fluviali e dal prosperare dei nodi di scambio fra costa e terre del nord. Nell'Ottocento si assiste a una nuova organizzazione degli assi trasversali di comunicazione. Oggi ferrovia, strada statale e autostrada separano la pianura alta, simile al Veneto con termine, da quella bassa, bonificata con continuità dal secondo Ottocento. Nella pianura alta il paesaggio offre l'intreccio di coltivi e vegetazione arborea tipico delle colture miste, con una cospicua presenza della vite e del frutteto. In quella bassa, il paesaggio agrario è caratterizzato dalle bonifiche e dagli appoderamenti del XIX e XX secolo, dalle opere di difesa del litorale, da un sovradimensionato sviluppo turistico della costa, mentre quello naturale conta ormai ridotte aree seppure di notevole rilievo naturalistico e ambientale: il corso del Piave e il Parco fluviale a San Donà di Piave, limitati boschi golenali, pinete litoranee, in gran parte recenti, utili per proteggere le bonifiche retrostanti e i lidi dall'erosione del mare, residue valli, paludi e barene.
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| Last Updated ( marted́, 14 giugno 2011 ) | ||||
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